Fiori di Riso

Sin dal primo momento in cui abbiamo iniziato a cercare changemaker in Thailandia ci è stato detto: “dovete incontrare Be”. Dirige un progetto straordinario che mira a connettere gli agricoltori biologici con i potenziali clienti. In più, è un’esperta in branding e sostiene molti giovani imprenditori sociali con il suo know-how. In effetti, la prima cosa che salta all'occhio del suo progetto, Pookpintokao, è il modo sorprendente con cui l'idea è presentata.

 

Be: Esistono solo due tipi di persone in Thailandia: quelli che producono il riso e quelli che lo mangiano. Il riso è una cosa che ci unisce. È per questo che nel nostro progetto, invece di acquirenti e venditori di riso, noi li chiamiamo moglie e marito.

 

Come si legge sul materiale informativo del progetto: il "marito" é l’agricoltore che coltiva riso biologico o l’agricoltore disposto a sfidare la produzione agricola intensiva nel suo insieme. La "moglie" è l’abitante del centro urbano che intende consumare riso garantito di qualità, con l’obbiettivo di supportare direttamente i coltivatori thailandesi nel loro sforzo di condurre la loro vita in modo sostenibile.

 

Seasun (membro del team): Noi tentiamo di far scoccare la scintilla facendo conoscere il "marito" – il contadino – e la "moglie" – il consumatore di riso. Questo è ciò che rende il nostro progetto unico. Il rapporto tra agricoltori e consumatori è la chiave. Venditori e acquirenti hanno diversi obblighi reciproci rispetto ai coniugi. Immaginiamo che il consumatore abbia dato un anticipo ad un agricoltore, ma poi arriva un diluvio e l'agricoltore non è in grado di fornire il riso. Se sono acquirente e venditore, il venditore dovrà restituire il denaro. Ma se sono sposi... Cerchiamo di spiegare alle mogli che, piuttosto che chiedere un risarcimento, dovrebbero andare ad aiutare il marito, che probabilmente non ha nulla da mangiare. Il contadino diventa un amico e in un momento difficile gli amici e i parenti si aiutano.

 

B: E succede veramente. Funziona anche in senso opposto: a volte i mariti regalano il riso alle mogli quando sono malate o hanno altri problemi. Ci sono così tante storie che sono vere e proprie fonti d’ispirazione.

 

E stimolanti sono i primi passi di Pookpintokao. Tutto è avvenuto in un baleno. Tanto per indicare alcune delle date principali del progetto:

• Gennaio 2014 – Sulla stampa esce la notizia del suicidio di un contadino.

• Febbraio 2014 - Be scrive un post su Facebook raccontando il suo desiderio di fare qualcosa per cambiare la situazione degli agricoltori in Thailandia. Entro una settimana un gruppo di persone interessate si incontrano e discutono di possibili soluzioni. Creano una pagina su Facebook che diventa subito popolare.

• Marzo 2014 - Creazione del modello definitivo del progetto, che mira a ristabilire armonia e buone relazioni tra i thailandesi usando il riso come un mezzo. Nello stesso mese i media citano per la prima volta l'iniziativa.

• Aprile 2014 - Iscrizione della prima moglie (ad ora ci sono oltre 3.000 mogli registrate) e del primo marito (66 iscritti nel 2015).

• Giugno 2015 - primo VIP, una famosa cantante, aderisce al progetto. Grazie a questo la storia finisce nuovamente sui giornali e ottiene più di 10.000 “mi piace” su Facebook. Oggi Pookpintokao è promossa da 20 celebrità e dal primo ministro, che ha menzionato il progetto tre volte nella sua trasmissione nazionale.

 

Considerando il tasso di sviluppo, il progetto sembra affrontare un problema reale. Per capirne di più abbiamo bisogno di un’introduzione. Be prende un pezzo di carta e comincia a disegnare per noi la storia recente del riso in Thailandia.

 

B: 50-60 anni fa la gente si conosceva, aveva formato delle comunità, vissuto vicino l'uno all'altro. Aveva stabilito una sorta di cultura del dare e del ricevere: ho il mio riso; se ne ho troppo te ne do un po’, scambiandolo o vendendolo.

Era sufficiente per guadagnarsi da vivere. Ma poi un giorno qualcuno é arrivato e ha detto agli agricoltori di produrre più riso possibile in modo da migliorare il loro guadagno e per farlo ha introdotto l’uso di prodotti chimici, pesticidi e fertilizzanti. Il governo ha deciso che la Thailandia avrebbe dovuto raggiungere il primo posto per la produzione di riso; hanno dato i soldi agli agricoltori per passare alla produzione intensiva con sostanze chimiche e questo ha cambiato tutto. A causa della produzione di massa sono apparsi gli intermediari, così coltivatori e consumatori si sono persi di vista. Gli agricoltori hanno iniziato a dipendere dal supporto di intermediari e politici. Non sanno più come fare affidamento su se stessi, sono troppo abituati a ricevere aiuti dall'esterno. Aiuti che non sono in grado di utilizzare in modo corretto poiché hanno scarsa educazione finanziaria; fanno debiti e hanno bisogno di più soldi e più sostegno. E’ un circolo vizioso. Per di più, hanno smesso di pensare ai consumatori. Semplicemente non sanno più chi sono. E quindi non hanno remore ad aggiungere una qualunque sostanza chimica al riso.

 

S: Un altro problema è il suolo. In Thailandia abbiamo un’ottima terra. Qualunque cosa pianti, cresce. Ma se inizi a utilizzare sostanze chimiche, la distruggi. In qualche parte della Thailandia il terreno è come morto, non ci cresce nulla.

 

B: Quindi ciò che peggiora con il nuovo sistema di produzione intensiva sono il suolo, il benessere degli agricoltori, la salute dei consumatori e l'occupazione stessa, perché gli agricoltori non vogliono che i loro figli diventino agricoltori. E' un lavoro duro e non rende gran ché.

 

Per avere un quadro completo un’infarinata sulla storia e la situazione attuale del settore non sono sufficienti. E' essenziale capire la diversità tra la quotidianità degli agricoltori e quella dei consumatori. Le due realtà sono regolate da norme completamente differenti. Per accettare e superare queste divergenze di vedute, è realmente necessario costruire una relazione.

 

B: A volte le mogli si lamentano che il riso ha un sapore diverso rispetto al mese precedente. Spetta al marito spiegare che questo è dovuto al suolo e all'acqua. E’ una creazione della natura, non si può controllare a meno che non si utilizzino sostanze chimiche. Viene fuori un po’ diverso ogni volta, ma questo è ciò che lo rende unico e bello. Lavoriamo molto anche sulla mentalità delle mogli.

 

S: Le mogli si aspettano che le cose avvengano velocemente, come nella grande distribuzione, nelle grandi aziende. Con gli agricoltori non funziona così. Il loro stile di vita è più lento. E’ legato ai cicli della natura, al tempo, a molti fattori che le mogli spesso non conoscono.

 

Un diverso senso del tempo è uno degli aspetti che sperimentiamo anche durante il nostro viaggio. Fornire le cose in tempo, nella forma adeguata, seguendo uno schema preciso è spesso l'aspettativa di gente di città come noi. Durante la vita di tutti i giorni in una fattoria, o in viaggio, il tempo inizia ad avere un significato completamente diverso. Il ritmo della natura, le casualità, l’adattarsi alla situazione, l’essere in armonia con l'ambiente circostante sono dominanti rispetto al correre dietro una determinata data e ora. Le cose accadono quando è il loro momento, non seguono un programma. La GoodNewsLetter stessa ne è un esempio perfetto. Forse questo è un segno distintivo della GoodNewsLetter - essere imprevedibile, non facile da incanalare in una routine, nella rigida idea europea del tempo.

Tornando alla nostra storia, la parola "relazione" è apparsa costantemente nella conversazione con Be e Seasun. Svolge un ruolo molto importante nel rapporto tra moglie e marito. Ma è anche fondamentale per portare avanti il progetto, che si regge senza soldi ne uno status formale.

 

B: Questa è la prima regola: niente soldi.

 

S: Gli sponsor da cui otteniamo dei soldi pagano direttamente la società che, ad esempio, ci fornisce cibo o spazio per un dato evento. Le mogli pagano direttamente al marito. Noi non tocchiamo soldi. Non vogliamo che la gente fraintenda. Spesso, quando il denaro comincia a scorrere nelle casse di un progetto la gente diventa sospettosa.

 

B: Vogliamo anche mostrare agli altri che non sono necessari i soldi per fare qualcosa di buono per la società. Tra l’altro, non abbiamo neanche uno status ufficiale. Qualunque cosa facciamo è informale. Non vogliamo registrare nulla. Vogliamo dedicare il nostro tempoa sostenere gli agricoltori e creare relazioni, senza sprecarlo in formalità. Ciò che rende l'iniziativa sostenibile sono le persone che la compongono, non il tipo di organizzazione. La gente deve considerare il comprare salutare, il riso biologico, una cosa normale nella loro vita di tutti i giorni. Solo allora avviene il vero cambiamento.

 

Portare avanti il progetto richiede un bel po' di coraggio e di impegno da parte dei volontari. Ma non meno da parte degli agricoltori.

 

B: La maggior parte delle persone pensa che produrre biologico sia una pazzia. È necessario smettere di usare sostanze chimiche per 3-4 anni prima di poter denominare i prodotti come biologici. Durante questo periodo non puoi contare su nessuno. Non esiste un percorso per chi voglia migrare dalla coltivazione intensiva a quella biologica. Produci il 30% di quello che producevi prima e il tuo riso non è così bello. Inoltre, devi trovare un altro mulino per evitare che il tuo raccolto venga mischiato con il riso da produzione intensiva.

Per la maggior parte degli agricoltori questo è un vicolo cieco, non hanno la possibilità di prendere questa strada. Quindi continuano con l’uso delle sostanze chimiche. Devono essere molto coraggiosi per cambiare.

 

S: Devono anche trovare un canale di vendita. Ma è inattivo da 50 anni. Se non riescono a trovare clienti per il loro riso biologico devono venderlo come quello comune per sopravvivere; Cosi finiscono spesso per tornare a usare prodotti chimici. Coloro che sono in grado di continuare con il biologico sono già leader abbastanza forti da trovare il loro mercato. Noi li aiutiamo a trovare clienti, ma non promettiamo di soddisfare in pieno la loro capacità. Noi li incentiviamo, li istruiamo, li sosteniamo, gli diamo delle conoscenze in modo che possano camminare sulle proprie gambe. Loro sono i veri eroi. Leader ed esempio per le proprie comunità. Presto incontrerete Tor, uno di loro.

 

In effetti lo abbiamo incontrato. Leader ed esempio per la propria comunità è la descrizione perfetta per Tor, con cui abbiamo trascorso qualche giorno lavorando nella sua fattoria, osservando le sue sfide quotidiane. Ma questa storia sarà in un prossimo numero della GoodNewsLetter.

 Data l’importanza del riso nella società thailandese, le problematiche legate alla sua produzione sono molto sensibili. Nel breve periodo che abbiamo trascorso nel paese abbiamo incontrato diverse organizzazioni che lavorano per migliorare la vita degli agricoltori e la qualità del cibo. Tra gli altri ricordiamo:


Folk Rice
- azienda con sede a Bangkok orientata a incentivare le varietà locali di riso, associando gli agricoltori biologici e mettendoli in contatto con i clienti. Uno dei capifila del progetto, Action (Anukool Saibejra), è lui stesso un agricoltore. Attualmente sta preparando un’applicazione che renderà più facile comprare riso biologico. Sviluppano anche altri prodotti a base di riso, f.e. cosmetici.

 

Un’altra iniziativa è a Udon Thani, città vicino al confine con il Laos. Mira a contrastare una società basata sulla produzione intensiva attraverso un programma di microfinanza per implementare soluzioni che cambino le regole del gioco sia nella produzione di riso che per il consumatore stesso. Poa (Pichci Uamturapojn) e il suo team stanno collaborando al momento con sei villaggi, mettendo in pratica le loro idee e creando un network tra i villaggi stessi.

 

Pradhana Chariyavilasakul (Be) - Specialista in marketing, è fondatrice e volontaria in Pookpintokao, un progetto che mira a instaurare una profonda relazione tra agricoltori biologici e clienti.

Seansun Tanesvivat – Trainer e coach, è una volontaria in Pookpintokao.

 

 

Contatto ottenuto grazie alla Fondazione Ashoka Thailandia, che sostiene innovatori sociali.

 

Ulteriori informazioni su Pookpintokao

Ulteriori informazioni su Ashoka

 

 

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