Viaggando da sola

April 29, 2016

Per diversi motivi abbiamo deciso di separarci per alcune settimane e di viaggiare da soli. Abbiamo scelto l’Indonesia per questo. Io sono partita da Bali e mi sono lentamente spostata verso ovest, in direzione di Jakarta, mentre Andrea per terra e per mare ha raggiunto Sumatra e da li si è a sua volta avvicinato alla capitale.

 

Viaggiare da soli è un'esperienza completamente diversa rispetto al viaggiare in coppia.

 

Già pochi istanti dopo esserci salutati, al porto di Singapore, diverse persone hanno cominciato ad avvicinarsi a me, a fare domande, iniziare conversazioni. Succede a volte quando viaggiamo in coppia, ma mai a tal punto. E' stato davvero bello, è molto più facile conoscere gente, allacciare nuove relazioni. Difficile, però, stare da sola per un po'. In Indonesia la cosa è ancor più intensa. Tante persone si sono prese cura di me, mi hanno invitato a casa loro, mi hanno letteralmente passato di mano in mano. Una famiglia mi ha messo su un autobus in una città e un’altra mi aspettava già alla stazione di destinazione. Tutto estremamente piacevole, in vita mia non sono tante le volte in cui ho potuto godere di tanta cura. Il fatto che io, una donna, viaggiassi da sola sicuramente è stato uno dei motivi che ha maggiormente contribuito. In un arco di tre settimane ho avuto modo di conoscere molte più persone di quanto faccia di solito, e ho costruito relazioni molto più profonde e forti. Altri vantaggi? Ho potuto fare quello che volevo, quando volevo, senza dover chiedere l'opinione a nessuno, senza prendere decisioni condivise, semplicemente seguendo i miei impulsi. Ho anche avuto molto più tempo per me stessa e per il progetto. Durante il viaggio con Andrea passiamo un sacco di tempo a discutere, scambiarci opinioni o anche litigare. Ma quando ero sola e con del tempo libero ho potuto sfruttarlo per scrivere le storie, fare trascrizioni e pianificare i passi successivi.

 

Questi sono i lati positivi.

 

Dal punto di vista delle sfide, quando si viaggia in solitaria, è necessario organizzare e pianificare tutto per conto proprio, anche le cose che di solito sono di competenza del partner. Nel nostro caso, é Andrea che si prende cura della logistica, di trovare la giusta direzione o un posto in cui mangiare. Improvvisamente devi fare tutto da sola, quello che ti piace di più e quello che non ti garba particolarmente, quello che ti riesce facile e quello che non sai come fare (o almeno cosi credi). E' una buona occasione per crescere e andare oltre i propri limiti, ma è anche molto stressante e molto più faticoso. Molte delle piccole sfide sono riuscita a superarle già il primo giorno, dovendo mangiare o trovare la casa del couchsurfer. Tutto è stato molto più facile di quanto pensassi e i timori che avevo prima si sono dimostrati essere completamente irragionevoli. Ma nel lungo periodo questa sensazione di dover fare tutto da sola e senza alcuna possibilità di lasciar che sia qualcun altro a guidare per un po' é diventata abbastanza pesante. Molto più gravosa, però, é stata la mancanza di qualcuno con cui condividere l'esperienza. Questa è stata la parte più difficile. Non hai nessuno con cui discutere e a cui raccontare quello che succede dentro di te. Ci sono persone attorno, ma, prima di tutto, spesso sono il soggetto o la causa dei tuoi pensieri; in secondo luogo, questi ti conoscono solo da poco ed è difficile quindi capirsi l'altro al di là delle parole e avviare una discussione senza descrivere il contesto. Ci sono anche gli amici su Internet, ma è molto difficile, se non impossibile, spiegare ad altri alcune delle cose che non sperimentano in prima persona. E viaggiare porta sempre un sacco di emozioni, nuovi avvenimenti e un bel po' di stress che, senza una valvola di sfogo, si accumula dentro. Senza una persona vicino, che può capire perché presente anch'essa in una data circostanza, può essere difficile. Molto difficile. Viaggiando senza partner si deve imparare anche come bere un caffè da soli, come ammirare un tramonto da soli e si deve accettare il fatto che un sacco di esperienze non saranno condivisibili con nessun altro. Devi accettare la sensazione di solitudine che spunta di tanto in tanto ed essere autosufficiente nel rigenerare forze ed energie. Questi sono abilità importanti che è giusto tenere in esercizio di tanto in tanto. La vita è imprevedibile, non si sa mai quando verranno buone.

 

L'ultimo punto è la sicurezza. Per le donne che viaggiano da sole ... è necessario essere più attenti del solito; ma onestamente parlando, durante quelle tre settimane non mi sono mai sentita in pericolo. E' una di quelle cose che si tende a immaginare più grandi di quanto siano, soprattutto se abbinata ad una cultura poco conosciuta.

 

Tutto sommato, credo che viaggiare da soli è qualcosa che tutti dovrebbero provare. E' un buon metodo per creare rapporti profondi con nuove persone, ma soprattutto con se stessi. E' un momento per affrontare i propri limiti e superare le proprie debolezze. E' un modo per imparare ad accettare ed amare se stessi perdutamente. E' anche un periodo pieno di sfide. Nulla di tutto questo accadrebbe se non ci si mette in gioco, quindi non preoccuparti troppo - provaci. Sono sicuro che non te ne pentirai.

 

 

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We are Anna and Andrea, a Polish-Italian couple traveling around the world. We are looking for changemakers,  in order to describe and share their stories.

Our journey is based on exchange: story telling and other skills in exchange for a place to sleep and food. 
 

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