Nient’altro che un viaggio

E’stato un inverno molto duro, quello del 2017. Ha fatto così freddo che per alcuni mesi ce ne siamo stati rintanati dentro casa, visitare le città era praticamente impossibile. Seduti  nell’accogliente salone di Casa de Cultura Permanenta a Cluj-Napoca, in Romania, ci chiedevamo: Ci andiamo in Moldavia? Non è troppo lontano, ma non riuscivamo a trovare contatti interessanti. Saremmo potuti andare a sud, verso la Bulgaria. Nel bel mezzo della nostra discussione Martyna ci ha suggerito Tomasz, di Solidarity Fund PL, aggiungendo: voi, ragazzi, dovete assolutamente incontrarvi. Sebbene la comunicazione via Internet non fosse fluidissima, ci siamo buttati. Una delle migliori decisioni che abbiamo preso durante il nostro viaggio.

 

Tomasz, direttore del Solidarity Fund PL: Ufficialmente la fondazione è stata lanciata all'inizio del 2000, ma non ha mai funzionato. Il suo scopo era sostenere lo sviluppo in diversi paesi, utilizzando, tra  gli altri, fondi polacchi. Fondazioni simili lavorano in Ucraina, Bielorussia, Georgia, Tunisia, Myanmar  e Asia centrale. In Moldavia abbiamo avuto un approccio diverso, l’unico paese in cui abbiamo una sede ufficiale. Quando alcuni anni fa sono arrivato a Chisinau, capitale della Moldavia, il mio lavoro doveva essere attuare un ultimo progetto e poi chiudere bottega. Ma il lavoro qui é stato così buono ... Invece di chiudere l'ufficio ho deciso di ingrandirlo.

 

Tomasz è un vulcano di energia. Quando l'abbiamo visto per la prima volta è stato come un tornado che entra nella stanza, fa un gran casino e scompare. Ci siamo guardati l'un l'altra: beh, sembra essere l’inizio di un'avventura piuttosto interessante. E lo è stata. Tomasz, insieme ad Alina e gli altri del team, ha organizzato per noi eventi in quasi tutte le parti della Moldavia, mandandoci su e giú per il paese. Abbiamo parlato sul cambiare il mondo in scuole, ONG, in biblioteche, municipi e chiese... I nostri workshop sono stati i accolti praticamente dappertutto. Uno degli incontri più interessanti che abbiamo avuto è stato con i giovani volontari di People In Need Moldova (PIN).

 

Valentina, project manager a PIN: La metodologia di People In Need è stata creata nella Repubblica Ceca 15 anni fa. Noi abbiamo iniziato in Moldova 2 anni fa. Il primo anno abbiamo dovuto combattere, adattarci, ma alla fine la Moldavia ha avuto i migliori risultati tra i paesi lanciati nello stesso periodo. PIN utilizza il cinema per parlare di questioni socialmente importanti. Di solito si lavora con gli insegnanti, ma in Moldavia volevo concentrarmi sui giovani. Ho iniziato ad organizzare campi estivi, per insegnare loro come facilitare incontri con i loro coetanei, come condurre la discussione, come lavorare con partecipanti difficili. Il numero di cineclub ha iniziato ad aumentare, abbiamo lentamente costruito una rete. In questo momento ci focalizziamo sulla leadership, sulla gestione dei progetti, sul trovare risorse, offriamo piccole sovvenzioni per implementare progetti nelle loro comunità. Dopo alcuni anni di lavoro, i nostri giovani hanno deciso di aprire la loro propria ONG, chiamata OWIS.

 

L‘incontro con quei giovani ha marcato l’inizio di una collaborazione molto più lunga. Pochi mesi dopo il primo workshop siamo tornati in Moldavia per condurre il Corso per Changemaker per giovani inclusi nei programmi PIN e Solidarity Fund PL, inoltre abbiamo organizzato il primo Corso per Facilitatori. Ora, un anno e mezzo dopo il nostro primo incontro, stanno preparando in proprio un Corso per Changemaker per i nuovi volontari. Al momento stiamo pianificando i prossimi progetti con Solidarity Fund PL, una delle organizzazioni più appassionate che abbiamo incontrato lungo il cammino, il cui gruppo fa del bene sia mediante il loro lavoro che nel tempo libero. Anetta ne è il miglior esempio.

 

Anetta, fondatrice di Save Chisinau e impiegata in Solidarity Fund PL: Ho iniziato ad interessarmi molto alla parte vecchia di Chisinau, la mia città. Penso che sia la cosa che rende speciale questa città. Ho pensato: perché non fotografare vecchi edifici e renderli pubblici, così anche altri possono vederli. Ho iniziato con Instagram e tanta gente ha mostrato interessate. Mi scrivevano che non avevano mai visto o mai prestato attenzione a quegli edifici prima di vederli sul mio profilo. Era interessante Mentre cammini e fotografi, inizi a notare molte cose. Stava diventando davvero eccitante. Poi ho iniziato a raccogliere alcune informazioni sulla parte vecchia della città e ho scoperto che ci sono molte storie interessanti che nessuno conosce. Ad esempio, durante una delle mie passeggiate ho scoperto un vecchio edificio del XIX secolo, in cattive condizioni, ma comunque con degli elementi davvero carini. Sono entrata, cercando di fare foto. Una persona che vive lì mi ha raccontato che una volta era una prigione. Wow, non ne sapevo nulla. Mi ha proposto di venire il giorno seguente con la luce per fare altre foto. Avevo paura, non sai mai cosa aspettarti. Ma ho deciso di andare. E ho scoperto che c'era davvero una prigione, ricavata dalla casa di una ricca famiglia ebrea. Ho scritto un lungo articolo e ho aperto un blog, per non perdere questa storia. Mi sentivo in dovere verso le persone che me l’hanno raccontata. Una volta pubblicato, il post é diventato molto popolare. Ho continuato a scrivere di altri edifici e ad un certo punto ho iniziato a fare sempre più foto di porte. Ho pensato che sarebbe stato utile inserirle in un database, una mappa. Proprio in quel momento un tizio mi ha chiamato dicendo che avrebbe potuto creare un’applicazione. Lo conoscevo solo su Facebook. Lo ha fatto gratis. Ora abbiamo più di 100 porte sull’app.

 

Scoprire Chisinau (specialmente con Anetta come guida) è stato un viaggio incredibile, ma anche incontrare persone provenienti da altre parti della Moldavia è stato davvero affascinante. Per esempio in Ocnita – condurre un workshop nella biblioteca locale in questa piccola città di frontiera è stata la più grande sfida linguistica che abbiamo avuto. Quando siamo arrivati, abbiamo scoperto che nessuno parlava inglese. C'era una donna che poteva tradurre dall'italiano. Ok, diamo ad Andrea lo spazio per parlare. L'insegnante ha iniziato a tradurre dall'italiano al rumeno, lingua ufficiale della Moldavia. Poi ci siamo resi conto che solo la metà dei partecipanti capiva il rumeno, l'altra metà parla solo russo. Ma l'organizzatrice, che conosceva anche il russo, non voleva tradurre in quella lingua, in fin dei conti siamo in Moldavia ... Qui la lingua che parli è una dichiarazione politica. Non è la migliore condizione per trattare di sogni, valori e cambiare il mondo, ma ce l’abbiamo fatta. La sfida linguistica è continuata durante la notte trascorsa con Lilia, una dei leader, e suo marito. Abbiamo mangiato deliziosi piatti tradizionali e bevuto vino moldavo, comunicando in una mistura di italiano, inglese, polacco e russo, che con ogni sorso di vino diventava sempre più fluente ... Un'altra notte l’abbiamo trascorsa in Transnistria, che sebbene appartenga ufficialmente alla Moldavia, sostiene di essere un paese indipendente. Hanno creato un confine - non così facile da attraversare, soprattutto se si desidera pernottare. Non c'è quasi nessuno in Transnistria, molti giovani sono emigrati, anche più di quanti se ne siano andati dalla stessa Moldavia (e già li un terzo della popolazione vive all'estero). Le strade di Teraspol, la capitale, sono letteralmente vuote. Le persone parlano solo in russo. Hanno la loro valuta, riconosciuta solo all’interno della regione, e considerano quelli che vengono da fuori (come noi) come una specie di spie. Ma anche in quelle circostanze puoi trovare persone che cercano di fare la differenza.

 

Evgeny, attuale manager di Apriori: Apriori è partita nel 2008. Abbiamo cinque direzioni principali: il Club 19, un luogo di incontri, eventi e discussioni per i giovani della Transnistria; i Festival, soprattutto festival del cinema; un servizio di informazione attraverso il quale cerchiamo di coinvolgere le persone a diventare più attive nel capire cosa succede. Facciamo anche delle analisi, ad esempio su leggi concernenti le organizzazioni non governative. Le ONG che ricevono denaro da fonti internazionali sono agenti ufficiali e devono scrivere ovunque che sono agenzie estere, possono essere controllate da chiunque, in qualsiasi momento. Abbiamo anche un centro di risorse per le ONG e altre iniziative. Si tratta principalmente di corsi di formazione per ONG, forum, riunioni informali e discussioni. E infine aiuto giuridico. All'inizio era incentrato sulle madri single, poi abbiamo iniziato a lavorare con i poveri e ora cerchiamo di concentrarci solo sui casi in cui i cittadini hanno dei conflitti con il governo. È un campo abbastanza complesso e non tutti gli avvocati possono essere d’aiuto.

 

Come in ogni paese con una situazione complicata, qui è pieno di changemaker eccezionali. Ci sono solo due tipi di persone in Moldavia: quelli che non sono ancora riusciti ad andarsene e quelli che hanno scelto consapevolmente di rimanere e fare qualcosa per il proprio paese.

 

Alexandra, project manager ad Apriori: Per me lavorare in Apriori è una possibilità di sviluppo. Sono entrata dopo l'università, quando non sapevo davvero cosa volessi. Ho iniziato, ho scoperto che è interessante, che posso imparare molte cose, che posso viaggiare, che posso incontrare persone, che posso scoprire molto della regione in cui vivo. All'inizio pensavo di lavorare qui un anno, ma a ottobre saranno già 3.

 

Valentina: Sono di Straszen, un paese vicino a Chisinau. Quando avevo 14 anni, ho iniziato a fare volontariato in una ONG per giovani, miglioravamo il nostro paese, organizzavamo eventi. Poi ho collaborato con diverse organizzazioni. Dopo il liceo ho iniziato a studiare legge, ma ho capito subito che non faceva al caso mio. Ero ancora coinvolta nel settore sociale, sono diventata presidente dell'ONG a Straszen, poi ho ottenuto la posizione in PIN. I miei genitori mi spingevano a lavorare come avvocato, ma io non volevo. Mi piace molto lavorare per PIN, è un'organizzazione che ti permette di crescere. Dopo un po’ sono diventata assistente, ora dopo tre anni sono responsabile di progetti principali con i giovani. Voglio lavorare con i giovani a causa della emigrazione massiccia a cui sono sottoposti. Eravamo 4 milioni qualche anno fa, ora siamo meno di 3. Non so se tra 10 anni questo paese esisterà ancora. Se vuoi andare all'estero, tutto bene. Vai. Prendi il meglio da quel paese, poi torna e mettilo in pratica qui. Questo è ciò che ci manca. Tutti i miei migliori amici sono all'estero e mi chiedono che ci faccio ancora qui. Se posso cambiare qualcosa, perché andare in un paese straniero dove sei sempre un estraneo, non è come essere a casa. Ce l’abbiamo con quelli che sono andati in Romania per studiare e sono rimasti lì. Non vogliono tornare nemmeno per le vacanze. Cluj o Bucarest sono le migliori. Perché la tua città no? Questo è il problema in Moldavia. È triste.

 

Quando molti dei tuoi amici e parenti sono all'estero, quando molto probabilmente hai il passaporto rumeno che ti permetterebbe di viaggiare e lavorare nell’Unione Europea, quando parli una lingua neolatina che rende molto più facile imparare l'italiano o il francese, quando puoi guadagnare più soldi e avere maggiori opportunità, restare in Moldavia é una decisione importante. Perché non andarsene?

 

Tomasz: Ognuno di noi può decidere di cambiare le cose. Certo, devi essere audace, avere un po' di coraggio. Forse è più facile per gli ottimisti; forse è più facile per coloro che hanno esperienza nel fare la differenza, ad esempio a scuola, che sono stati ispirati. Ma alla fine credo che tutti noi possiamo farlo. E penso che sia nostro dovere. In Polonia abbiamo un detto: Pan Bog nie stworzyl tego swiata zeby go diabli wzieli [Dio non ha creato questo mondo perché il diavolo se lo porti]. Quando viviamo o affrontiamo un'ingiustizia dovremmo fare qualcosa perché le cose cambino. Tutto qui.

 

Valentina: Ho solo 25 anni ma il modo in cui penso è molto diverso. A volte mi sento una pecora nera della società, può essere estremamente difficile. E non so come sono diventata cosi. Forse perché ho avuto libertà fin da bambina, nessuno mi diceva cosa fare, sperimentavo. Questo mi ha permesso di riconoscere i miei valori, è da li che parte tutto. Solo dopo aver identificato i tuoi valori puoi decidere cosa vuoi fare, come vuoi contribuire, cosa vuoi cambiare. Senza arrendersi al primo ostacolo. Dico sempre ai leader, tutto questo è come il gioco degli scacchi. Quando hai un momento difficile, non sai cosa fare, aspetta. Qualcuno fará una mossa. Qualcosa cambierà. E quando ciò accadrà, tutto diventerà chiaro per te. Non farti prendere dal panico, non distruggere tutto. Sii paziente. Vivi il momento e sii felice con le piccole cose. La cosa più importante è avere coraggio. Se vuoi essere diverso, devi accettare che le persone ti guarderanno male, non capiranno.

 

Allora perché farlo? Per te stesso, per Dio, per avere uno scopo, per i propri valori. Qualunque sia la loro motivazione, da anni lavorano per un mondo migliore in un paese che molti, compresa l'Unione Europea, hanno dimenticato. Cercano di cambiare il sistema per rendere migliore la vita a quei pochi che sono ancora in Moldavia. E stanno dimostrando che il cambiamento è possibile.

 

Tomasz: Per credere nel cambiamento devi essere ingenuo o idealista. Ed esserlo può essere una tua decisione. Forse non sarai in grado di cambiare il sistema, ma credo che ci sono momenti nella storia in cui puoi davvero fare la differenza. Dobbiamo essere preparati. Forse non accadrà ora, ma stiamo facendo si che qualcuno sia pronto. È come un domino, alla fine una persona riuscirà a cambiare il tutto. Ma se manca un tassello il movimento si blocca.

 

Anetta: Ogni cosa ha una sua ragion d’essere. Non pensare troppo e non ascoltare nessuno che dice che quello che stai facendo è inutile, che non dovresti farlo.

 

Evgeny: Nella nostra società molte persone hanno paura di agire. Anche se non gli piace la situazione, hanno paura di prendere provvedimenti. Non fermarti. Anche se non vedi risultati, non arrenderti, alcune cose che non le percepisci subito, specialmente all'inizio.

 

Tomasz: Ciò che è importante è che la vita è un viaggio, ricordati di questo. Pensiamo che il nostro appartamento sia il nostro appartamento, il nostro lavoro sia il nostro lavoro, ma in realtà tutto è temporaneo. Nient’altro che  un viaggio.

Maggiori informazioni su:

Solidarity Fund PL - centruinfo.org

People in Need Moldova - facebook.com/PIN.moldova/ 

Save Chisinau - facebook.com/savechisinau/

Apriori - apriori-center.org

 

 

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