Sferruzzando sferruzzando...

February 20, 2017

Sferruzzando sferruzzando...

PROJECT OI

Bucharest | Romania

Com'è partito questo progetto?

 

Claudia Pedersen: Mi sono formata nel settore non governativo, ho lavorato in una delle più grandi ONG per i diritti dei bambini, World Vision. Oltre al program management, ho anche esperienza nell'e-learning. Tra qualche giorno inizierò un nuovo lavoro con Microsoft.

D'altra parte negli ultimi anni ho cercato di sperimentare cose diverse che avrebbero potuto aiutarmi a svilupparmi, trovare equilibrio, uno scopo nella vita, felicità, rispondere a tutte quelle domande importanti. Ho provato ogni sorta di cose. Un giorno, all'inizio di gennaio dell'anno scorso, ho visto una sciarpa incantevole, che volevo davvero avere. Ma non riuscivo a trovarla per comprarla. Ho deciso di farmela da sola. Ho preso i ferri e ho iniziato a lavorare a maglia. Mi ha rilassato, mi ha aiutato a concentrarmi, per un mese ho fatto solo questo. Ero in un momento molto particolare della mia vita, dal punto di vista professionale non sapevo dove volevo andare, avevo perso il mio obbiettivo. Mi sono data del tempo, mentre lavoravo a maglia mi ponevo tutte quelle domande. Quando fai un lavoro ripetitivo il tuo cervello inizia a pensare in modo diverso. Mi sono chiesta cosa potessi fare con la mia esperienza in ONG, e-learning e lavoro a maglia. Ho pensato a un progetto chiamato Oi, che significa pecora in Rumeno. Volevo assumere persone per lavorare a maglia, vendere prodotti e fare delle sessioni insieme, come ai vecchi tempi.

 

Lo gestisci da sola?

 

Sono stata selezionata come partecipante per un programma di leadership per adulti. Li ho incontrato la mia partner, ci siamo trovate subito; lei lavorava contro la tratta di esseri umani da una vita, ne è appassionata e ha molta esperienza. Le parlai della mia idea e mi disse che c'era bisogno di posti di lavoro per le donne che uscivano da quelle dinamiche. Lo stato non offre loro abbastanza possibilità di rientrare nella società, così diventano di nuovo vittime per mancanza di opzioni. Lavorare a maglia offre due cose: un approccio terapeutico per le vittime per recuperare dal trauma e un modo sostenibile di guadagnare denaro. Ha suggerito di integrarla nel progetto e si è rivelata una svolta, da li si è sviluppato tutto intorno alle donne vulnerabili.

 

Com'è funziona oggi?

 

Funziona su due livelli. In primo luogo, con designer danesi e rumeni abbiamo creato una serie di prodotti basati su motivi rumeni. Li decliniamo in un modo moderno, facciamo design funzionale e accessori. Cestini, sciarpe multifunzione e cuscini che vendiamo on-line o attraverso altre boutique. Vogliamo anche essere una sorta di connettore, che supporti altre imprese sociali che lavorano con donne vulnerabili.

La seconda cosa che facciamo sono le sessioni urbane, eventi di raccolta fondi che organizziamo regolarmente. Sono eventi per amalgamare una comunità, laboratori creativi. Ogni evento si svolge in uno spazio diverso ed è collegato ad un argomento diverso. Ci incontriamo e parliamo di cose specifiche e facciamo un lavoro manuale relativo al tema. Per esempio abbiamo fatto una sessione nella prima clinica di allattamento a Bucarest e abbiamo parlato dell'allattamento al seno. Ne abbiamo fatta un'altra prima di Natale, abbiamo parlato dell'importanza di creare regali con le tue mani. Facciamo sciarpe a maglia nel centro di Bucarest. Per la giornata delle donne vogliamo fare una sessione solo per gli uomini, aiutandoli nel creare regali per le loro donne. Cerchiamo di buttare giù barriere, gli stereotipi. Non importa se sei uomo o donna, non devi comprare, puoi creare qualcosa, riparare. Vogliamo far sì che la gente impari qualcosa di nuovo, socializzi, ci presentiamo tutti, ci beviamo un bel tè alla fine. Si paga un ingresso per coprire i costi e per raccogliere i fondi per Oi. Con questi soldi siamo stati in grado di creare una prima collezione. Abbiamo creato una comunità, sono una massa critica che ci supporta e parla di noi. Penso che questo sia ciò che rende il nostro progetto innovativo - costruire la comunità prima di avere un vero e proprio prodotto.

 

Questo per te è un lavoro a tempo pieno?

 

Non penso che sia o l'una o l'altra, o sono donna in carriera o lavoro in una ONG. Ho bisogno di entrambe queste dimensioni per essere felice. Per le multinazionali lavoro principalmente online, senza relazioni faccia a faccia. D'altra parte, in Oi ho rapporti molto stretti, anche fisicamente. Abbraccio spesso le persone. Per ora funziona.

 

Cosa ti motiva ad andare avanti?

 

È successo tutto in un momento in cui ero depressa professionalmente. Sapevo che l'e-learning era la mia passione, ma non sapevo in che direzione andare, cosa farne. Quello che facevo 8 ore al giorno al lavoro prendeva tutte le mie energie ma non mi dava nulla in cambio. Se doni le tue forze, hai assolutamente bisogno di qualcosa che te le rigeneri. E c'è tanta energia dietro al lavoro con donne vulnerabili, facendo sessioni, vedendo come le persone cambiano le loro idee, i loro preconcetti, gli stereotipi.

 

Che consiglio daresti ad altri?

 

All'inizio è importante trovare modelli. Se non hai idee o non sai in cosa sei brava, vai con altri, unisciti ad altri gruppi, fai volontariato. Prova cose diverse. Non è necessario iniziare da zero. Ci sono persone che hanno bisogno di aiuto. Dobbiamo lavorare insieme, collaborare per fare qualcosa di grande. Aiuta gli altri, impara da loro. L'ho fatto anche io, sono stata completamente confusa per 30 anni della mia vita, anche di più. Lo sono ancora, ma almeno ho voglia di imparare.

Maggiori informazioni su Project Oi: facebook.com/proiectoi

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