Dentro una Tazzina di caffè

Dentro una Tazzina di caffè

COMPADRE

Lima/Duraznillo| Peru

Isabel si sveglia, stropicciandosi gli occhi assonnati. Si guarda intorno: mamma e papà sono già alzati anche se il sole non è ancora sorto. La sorella di 5 anni si rigira dall'altra parte. Si alza, sa che tanto suo padre verrà presto a chiamarla per aiutare a spargere il caffè. Come ogni mattina, ci sono sacchi di caffè da 50 kg che aspettano di essere seccati. Se il tempo è buono ci vogliono 2-3 giorni, ma recentemente il sole fa a mala pena capolino. Ieri hanno tirato su il caffè in fretta e furia, per evitare che la pioggia rovinasse diversi giorni di lavoro.
L'intenso profumo arriva alle narici di Isabel, la mamma ha già messo la zuppa sul fuoco. Oggi tocca a loro cucinare, raccoglieranno il caffè nel loro terreno, insieme a zio, zia, nonna e i cugini. Di solito non lavora nel campo, va a scuola; ma ora ci sono le vacanze, non a caso nel periodo del raccolto. Prima le piaceva andare coi grandi, ma nove ore di lavoro alla piantagione iniziano a essere un po' noiose. Magari riesce a convincere sua madre a farla rimanere, l'aiuterà a preparare il pranzo e si unirà ai raccoglitori nel pomeriggio.
- Isabel, vieni! Ho bisogno di aiuto - Orlando entra nella stanza.
Isabel gli corre dietro, stende i grandi teli per il caffè. Il cavallo e il mulo sono già pronti, la famiglia si sta lentamente raccogliendo per colazione. Non importa, tanto la cucina è troppo piccola per mangiare tutti insieme. Mangiano a turno e chi è pronto inizia ad incamminarsi verso la piantagione. Sarà una lunga giornata.

 

Miriam si alza dalla pentola, deve prendere altra legna altrimenti il fuoco si spegne. Manderebbe la figlia, ma è andata a prendere il mais per le galline. Ha insistito per rimanere a casa. Beh, forse meglio cosi, aiuterà in cucina e lei non dovrà portare da sola tutto il cibo. L'acqua per il riso è quasi pronta, cos'altro dovrei cucinare - pensa Miriam. Le banane fritte le abbiamo fatte ieri, i fagioli sono finiti, forse i pancake alla banana.
- Inizia a sbucciare le banane! - dice Miriam a Isabel che è appena entrata in cucina mentre lei stessa inizia a preparare il caffè. La stagione delle arance è quasi finita, quindi è l'unica cosa che bevono. Prende una manciata di chicchi di caffè, li getta su una padella, mescolando per alcuni minuti. Quindi inizia a macinarli. Acqua calda, tre cucchiaiate di zucchero e il caffè è pronto. Versa il caffè in alcune bottiglie e mette il pranzo in contenitori di plastica. Quindi avvolge il tutto nella grossa fascia e se lo carica sulla schiena, lasciando 2-3 porzioni da trasportare alla figlia. Sono pronte per partire.

 

Oggi stiamo lavorando su un pendio meno scosceso, dovremmo essere in grado di raccogliere quattro sacchi - pensa Orlando, gettando l'ennesima bacca nel cesto di vimini appeso al collo. Hanno bisogno di soldi per una nuova uniforme per la scuola, gli insegnanti hanno anche detto che alle ragazze mancano le vitamine. La questione è il prezzo del caffè per questa stagione ... Non hanno possibilità di portare il caffè in città, quindi dipendono dai prezzi imposti dagli intermediari e questi variano da stagione a stagione. Se fossero in grado di processare un po' di più il caffè ... almeno tostarlo... sarebbero pagati il ​​doppio. Ma a parte spolpare le bacche e seccare i chicchi non possono fare altro. Senza accesso costante all'elettricità e macchine adeguate non possono tostare il caffè, il che significa che vengono pagati spiccioli per un giorno intero di lavoro durante la stagione. Fuori stagione lavorano meno, ma difficilmente guadagnano qualcosa. Suo suocero ha messo qualche soldo da parte col caffè, è riuscito a comprare un terreno di cui si occupano Orlando e sua moglie. Ma Orlando non vede prospettive future. Anche se loro stanno meglio di suo fratello, che lavora il terreno di un altro e deve dividere metà del guadagno col proprietario.

 

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- Gran parte dei coltivatori di caffè in Perù condividono un destino simile alla famiglia di Duraznillo - racconta Pepe Uechi, co-fondatore dell'impresa sociale Compadre. - Ad esempio Kristobal, con cui collaboriamo da diversi mesi. Ha 65 anni e produce caffè da 40. Come Orlando, non poteva tostare il caffè, il che ne riduceva significativamente il guadagno. Anche la sua fattoria è molto isolata e per vendere caffè doveva camminare per 6 ore attraverso la giungla fino al villaggio più vicino, con un sacco da 70 kg sulla schiena. In Compadre stiamo cercando soluzioni per i piccoli agricoltori, vogliamo semplificare la loro vita e creare opportunità di un guadagno decente, che si traduce non solo in un maggior tenore di vita, ma anche in cibo più nutriente e diversificato e una migliore istruzione per i loro figli.

 

Compadre è iniziato con Juan Pablo. Nell'ambito della sua tesi di laurea a Lima ha preparato una macchina per tostare il caffè usando l'energia solare. Un concetto semplice, un forno per torrefazione montato su un fornello solare. Dopo aver difeso la tesi, insieme a due suoi amici, ha deciso di verificare se questa macchina poteva davvero cambiare la vita dei piccoli agricoltori in Perù. Hanno invitato a collaborare piccole piantagioni isolate con cui avevano già avuto contatti come parte delle loro attività sociali, hanno installato lì la macchina e atteso i risultati. Ben presto hanno capito che, anche se gli agricoltori potevano ottenere più denaro con il caffè torrefatto, non erano in grado di venderlo da soli e avevano bisogno di una mano per distribuire il prodotto e raggiungere clienti pronti a pagare un po' di più per un caffè biologico di buona qualità. Compadre ha deciso di affrontare anche questa sfida.

 

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Probabilmente stanno già aspettando, è quasi l'una - pensa Miriam. Una camminata di 40 minuti in montagna e otto porzioni di pranzo sulla schiena sono una bella fatica. Ma cosi la squadra di raccolta non ha bisogno di tornare al villaggio. Isabel rimane con loro, quindi Miriam ha più tempo per preparare la cena (è riuscita a procurarsi un pezzo di cotica di maiale, la zuppa sarà un po' più nutriente oggi), finire di fare il bucato (i panni sono a mollo da diversi giorni ormai, almeno da quando vivono nella casa del cugino c'è sempre abbastanza acqua), pulire la casa (le galline entrano in cucina e fanno sempre un gran casino).

 

Isabel si unisce alla raccolta dopo aver pranzato. Con destrezza rimuove le bacche di caffè dai rami. Mette la mano all'incrocio di un ramoscello e la fa scorrere, lasciando cadere le bacche nel canestro. Se tutte sono mature si va più veloce. Altrimenti bisogna stare attenti che quelle verdi rimangano sul ramo. A volte si mangia una o due bacche di caffè, sono dolci, rinfrescanti.

 

Abbiamo già tre sacchi pieni - pensa Orlando, arrampicandosi sull'albero. Al mattino hanno iniziato su un terreno facile, ma ora sono rimasti solo gli alberi alti e sul lato ripido. Hanno un sistema che funziona abbastanza bene: piegano rami alti e flessibili e li ancorano al suolo o ad un altro albero, cosi entrambe le mani sono libere di raccogliere. Mantenere l'equilibrio rimane una sfida.

 

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- Siamo riusciti a sviluppare un sistema abbastanza efficiente - afferma Pepe di Compadre. - Quando abbiamo un grosso ordine di caffè chiamiamo Kristobal e lui spedisce i sacchi sull'autobus per Lima. Dopo circa 20 ore ce li recapitano alla stazione degli autobus. A volte andiamo alla fattoria in auto, ci vogliono solo 12 ore - abbiamo un 4X4, senza quello non saremmo in grado di arrivarci.

 

- A Lima, vendiamo caffè ai negozi di alimenti biologici, a volte ad aziende, ristoranti e singoli clienti. Parte del caffè viene tostato qui, usando l'elettricità; purtroppo un solo macchinario al villaggio non è sufficiente per gestire tutto. Lo sviluppo della tecnologia è una delle nostre sfide.

 

Non l'unica. Anche vendere caffè e trovare clienti non è sempre facile. Il consumo di caffè in Perù è relativamente basso, una recente ricerca ha dimostrato che non supera i 600 g pro capite all'anno. Per fare un confronto, in Colombia ne bevono due 2 kg, in Italia e in Brasile 6 e in Finlandia 12 kg! Ma il mercato sta crescendo e questo dà speranza.

 

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Finalmente - pensa Isabel quando Orlando inizia a trasportare i sacchi da 50 kg verso i cavalli, che pascolano più in la, su un terreno più piano. Si piega sotto il peso: senza i cavalli non sarebbero in grado di trasportare così tanto caffè a casa. Insieme a suo fratello, Orlando mette due grandi sacchi sul cavallo, uno su ciascun lato, per bilanciare. Nel frattempo le donne si stanno preparando per ritornare: raccolgono legna da ardere, erba per i porcellini d'india, cercano banane mature o yucca. Quindi avvolgono tutto nelle sciarpe e se lo buttano sulla schiena. Chi è pronto torna lentamente al villaggio. Poco dopo il tramonto, si riuniranno di nuovo per cena nella loro casa. Secondo la tradizione, diversi nuclei famigliari uniscono le forze durante la stagione del raccolto, dandosi una mano a vicenda. La famiglia sul cui terreno si raccoglie deve provvedere al cibo per la giornata.

 

Orlando smonta l'imbracatura dal cavallo e si perde nei suoi pensieri per un momento. Hanno raccolto tanto oggi, ma sarà in grado di pulire tutto il caffè prima di notte? Dipende se c'è abbastanza elettricità per la macchina che spolpa le bacche. Ultimamente si blocca spesso, diversi semi non si puliscono bene, quindi devono selezionarli manualmente. Ancora un mese o due, e torneranno serate più tranquille, ma ora non c'è tempo da perdere, nessuno sa quando arriverà l'acquirente, devono preparare più caffè possibile per la vendita. Orlando guarda Lisa arrampicarsi su un albero. Sta cercando le ultime arance. Stasera ci sarà succo per cena, chissà, forse anche la marmellata ... Se fossero stati in grado di piantare qualcosa di più, altra frutta, verdura, pomodori. Ma a questa altitudine non è facile. A parte le arance, la cherimoya, la yucca, le banane e il caffè, qui non cresce davvero nulla. Il cavallo nitrisce, riportando Orlando alla realtà: meglio rimettersi al lavoro.

 

Devo mettere il caffè nei sacchi e poi per oggi ho finito - pensa Isabel. È quasi secco, oggi il sole era davvero forte. È un peccato che non abbiano più spazio sotto il tetto, il loro vicino ha creato un pergolato e non deve spargere il caffè ogni mattina e raccoglierlo la sera per tenerlo al sicuro da pioggia e rugiada. Forse in futuro. Isabel prende un enorme rastrello e inizia a radunare il caffè. Lisa, vieni ad aiutare! - urla a sua sorella minore.

 

Miriam osserva le ragazze dalla finestra: non sono ancora indipendenti. Lei, alla loro età, lavorava già nella fattoria, cucinava per tutta la famiglia ... Deve impegnarsi di più per preparare la figlia maggiore a gestire la casa. Ha 13 anni, è arrivato il momento. La più giovane ha ancora tempo, è così piena di energie e gioia. La scorsa settimana ha portato a casa cibo in scatola da scuola, a quanto pare i politici investono nel nutrire i bambini. Dicono che ai bambini manchi il ferro o qualcosa del genere e non possono mangiare solo riso, uova, fagioli, banane e yucca. Ma come avere altro?

 

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- Già al college, mi domandavo in cosa avrei voluto investire le mie 8 ore di lavoro giornaliere - racconta Pepe -. Era importante per me che ciò che avrei fatto avesse senso, non solo economicamente. Ho iniziato a interessarmi, a incontrare i coltivatori di caffè, sono persone fantastiche, puoi imparare così tanto da loro. Sono la mia motivazione e ispirazione. Sai cosa significa Compadre? Padrino, in spagnolo. Questo è ciò che Kristobal e gli altri agricoltori rappresentano per me: i miei secondi genitori, la mia famiglia.

 

Anche se non è sempre facile lavorare con loro. Kristobal è l'eccezione: è sempre puntuale e preciso nel suo lavoro. La maggior parte degli agricoltori non sono abituati a lavorare secondo un programma imposto, il loro ritmo è fissato dalla natura. Non capiscono il concetto di scadenza, non capiscono dove sia il problema quando viene loro chiesto di inviare 100 kg di caffè e ne inviano solo 50, se non ne hanno di più. C'è un'enorme distanza tra gli agricoltori e le persone di città, formatasi nel corso degli anni. Lentamente, tuttavia, stanno trovando un linguaggio comune, capendosi l'un l'altro. Compadre da un lato da agli agricoltori la speranza di svilupparsi, dall'altro mostra ai clienti cos'è il caffè biologico e perché vale la pena investire un po'. Cerchiamo di creare un ponte tra le due parti. Una persona all'altro capo della catena di produzione, un raccoglitore di caffè nella giungla, inizia ad avere un volto, smette di essere anonimo.

 

Molti di noi vivono in una bolla, non sanno come funziona il mondo - afferma Pepe. - Credo che dobbiamo uscire da questa bolla. Correre rischi. Abbiamo finito una delle migliori università, avremmo potuto trovare un lavoro ben pagato in una multinazionale, ma abbiamo deciso di provare qualcosa di diverso. Non è stato facile, abbiamo avuto molti dubbi. Dopo tutto, non avevo la minima idea su come si processi il caffè! Abbiamo imparato tutto lungo il cammino. Oggi so che valeva la pena farlo. Per gli agricoltori, per i clienti. E per noi stessi.

 

***

 

La sera si riuniscono davanti a una piccola TV – la famiglia, i vicini di casa. Miriam è ancora in cucina che mette a posto gli avanzi per la colazione di domani. Orlando raccoglie gli ultimi sacchi di caffè, copre la macchina spolpatrice dall'umidità. Lisa prende i quaderni e ripete l'alfabeto, non vede l'ora di tornare a scuola. Anche Isabel freme, rivedrà i suoi amici, alcuni dei quali vivono in villaggi a due ore di distanza a piedi, quindi si vedono solo a scuola. Vorrebbe diventare una parrucchiera. O un'estetista. Andare a Chachapoyas, vedere la città. Potrebbe persino vivere lì, come lo zio Wilder. Ma sarà in grado di stare lontano dai suoi genitori, sua sorella, i suoi cugini? Non è così sicura e abbastanza spaventata al pensiero. Non ha mai lasciato Duraznillo a lungo. Ma guarda al futuro con speranza. Vorrebbe cambiare qualcosa, conoscere il mondo, investire su se stessa. E soprattutto - sostenere la famiglia.
 

 

Maggiori informazioni su Compadre: compadre.pe

 

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