Gli unici confini sono dentro di noi

April 6, 2020

 

In questi giorni persone e nazioni si isolano per paura del coronavirus, vengono costruiti muri e chiusi battenti. Ma questa situazione è temporanea e credo che potremmo usare questa possibilità per iniziare a rompere i limiti partendo da noi stessi, andando per prima istanza oltre i nostri confini interiori. Lascia che ti racconti come è successo nel mio caso. Questa #MileStoneExperience è stata una svolta cruciale per me.

Tutto è iniziato un pomeriggio d'estate, quando insieme a John e Magda stavamo pensando a cosa fare per la prossima vacanza. Avevamo l'atlante con noi, cosi l'abbiamo aperto su una pagina a caso. E' capitata l'Africa. "Cosa possiamo fare lì? Andiamo in cima al Kilimangiaro, tra un anno esatto!" È così che è nata l'idea. Poco dopo Zbyszek e Katarzyna si sono uniti al nostro team e abbiamo creato un progetto chiamato Beyond Borders (Oltre i Confini). Volevamo andare oltre i confini geografici, culturali, ma anche personali.

È stato un anno difficile. Avevamo bisogno di molti soldi ed era durante la crisi economica, quindi 9 potenziali sponsor su 10 la cui porta bussavamo non rispondevano o dicevano "Bella idea, ma non possiamo aiutarvi". Milioni di volte avrei voluto rinunciare, uccidere i miei compagni di squadra e tornare alla vita di tutti i giorni. Però, indipendentemente da quanto fosse stato difficile il giorno prima, la mattina seguente mi svegliavo pensando a cosa avrei potuto fare oggi per essere un po' più vicina al mio sogno. E ogni giorno ho fatto qualcosa, anche fosse solo inviare una e-mail o leggere un articolo sul Kilimangiaro.

Tre settimane prima della nostra partenza non avevamo ancora abbastanza soldi. Per disperazione, abbiamo deciso di invitare la gente a comprare i metri del nostro Kilimangiaro. Ogni metro era 1 zl (0,25 euro) e il Kilimangiaro è 5895 m. Quindi, in teoria, il nostro obiettivo era di raccogliere 5895 zloty, ma ci saremmo accontentati di qualche centinaio. Era prima che il crowdfunding diventasse noto, quindi non ci aspettavamo che le persone avrebbero compreso il concetto.
Abbiamo raccolto oltre 7000 zl. Alla gente l'idea è piaciuta e ha iniziato non solo a supportarci, ma anche a condividerla con gli amici, aiutandoci a raggiungere un pubblico sempre maggiore. Sebbene il nostro budget fosse limitato e abbiamo comunque dovuto pagare parecchio di tasca nostra, abbiamo deciso di provare.

Tre settimane folli di intense emozioni. Se vuoi, puoi saperne di più sul sito dedicato a quel viaggio (przekroczycgranice.zhpwidzew.pl). Il momento in cui abbiamo raggiunto la cima del Kilimangiaro è stato anche il punto di partenza di un nuovo progetto chiamato Dreamers (Sognatori), in cui le persone si sostenevano a vicenda nel realizzare i propri sogni. Era il giusto pulpito per poter parlare del fatto che tutto è possibile.
E, soprattutto, lo abbiamo dimostrato a noi stessi. Un sogno folle, un'idea estremamente inverosimile diventata realtà grazie alla persistenza e al passare pazientemente attraverso dubbi, difficoltà, rabbia, frustrazione. E' stata una grande lezione che ha influenzato tutta la mia vita finora. Ho capito che non ci sono cose impossibili. Gli unici veri confini sono dentro di me.

PS. Mi ci sono voluti alcuni anni per rendermi conto che ci sono alcune limitazioni a questa massima, legate ad esempio alla nostra situazione sociale ed economica, ma questo è un altro argomento che vale la pena discutere separatamente.

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Our journey is based on exchange: story telling and other skills in exchange for a place to sleep and food. 
 

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