Viaggiare dopo la pandemia


L'Italia sta finalmente riaprendo. Possiamo persino iniziare a viaggiare. Ancora non troppo lontano, non troppo a lungo, ma anche un weekend in bici ci ha regalato tanta gioia! Abbiamo preso le bici dei genitori di Andrea, trovato il modo di attaccare 2 zaini, gli stuoini e una tenda e abbiamo iniziato a pedalare verso le montagne e lo splendido scenario del Furlo. Senza grande preparazione, senza attrezzature speciali, senza nemmeno pensarci troppo, troppo presi dall'eccitazione. La verità è che ultimamente pensare a viaggiare ci porta più dubbi e preoccupazioni che felicità. Ci manca il nostro stile di vita nomade, condividere la routine quotidiana con persone di diverse culture, organizzare seminari con loro e fare volontariato in diversi modi. Temiamo che questo tipo di viaggio - basato sul couchsurfing, workaway, e autostop - non sarà possibile per molto, molto tempo, se non mai più. Forse il viaggio zaino in spalla cambierà i suoi connotati, perchè le persone saranno meno disposte a fidarsi, ad aprire le loro case ad altre persone, più sospettose verso gli stranieri. I governi vogliono controllare i nostri movimenti, il nazionalismo è cresciuto, il distanziamento sociale è ancora raccomandato nella maggior parte del mondo. Tornerà come prima? Cosa ne pensi? Siamo molto curiosi di consocere le tue riflessioni sui viaggiare dopo la pandemia. Come lo immagini? Cosa cambierà? Di cosa hai paura? In cosa speri?

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