Se hai un sogno, hai un lavoro

Narkoy [Villaggio di Nar] è una fattoria biologica enorme nel nord della Turchia che produce di tutto. Tutte le piante possibili, animali. Ha 16 lavoratori, di solito almeno un paio di volontari da altri paesi. Tutti sorridono, tutti ci accolgono, felici che farai parte della comunità per qualche giorno, qualche settimana.

 

Ahmed, padre: Questo é il sogno di mia moglie. Ha iniziato con un piccolo campo, creato una piccola azienda, poi nostro figlio si è unito insieme alla moglie e la società è cresciuta un po'. Cosi abbiamo deciso di acquistare un terreno più grande. Alla fine abbiamo trovato questo posto, inutilizzato per più o meno 20 anni. Era perfetto per noi - volevamo aprire una fattoria biologica - potevamo essere sicuri che la terra fosse pulita.

 

Beste, figlia: Mia madre aveva questo sogno nascosto di creare un'azienda agricola educativa da anni. Nello stesso momento è venuto fuori che  mio ​​fratello, un uomo d'affari nel campo dell’educazione e della formazione, aveva la stessa idea ma con l’aggiunta di uno hotel. Nel 2002 mia madre ha fondato una società di consulenza - offriva consulenze e corsi soprattutto per famiglie e studenti. Un paio di anni dopo mio ​​fratello ha deciso di lavorare con lei e ha fondato la parte aziendale della società. Pian piano il sogno di far nascere un centro di formazione e una fattoria biologica é cominciato a diventare più reale, con l’energia di un'attività di famiglia alle spalle. Nel 2006 abbiamo deciso di cercare un terreno.

 

Nar, madre: Sono nata in una fattoria gestita da mia nonna. Credo che l'agricoltura sia importante, se ti produci il cibo, sei libero. Sono nomade, con la mia famiglia si andava in montagna, mi hanno insegnato tanto sulla natura, sul coltivare il proprio cibo. Mi hanno insegnato anche la diversità, nella nostra casa c'erano sempre stranieri, parlavamo in molte lingue diverse e mi piaceva. Questo è quello che voglio fare anche qui. Non mi piace un mondo basato solo sul denaro, sul potere, voglio sognare e trasformare i sogni in realtà. Ho fatto anche molto volontariato, con altri ci siamo aiutati, ci siamo sentiti, abbiamo condiviso, ci siamo guardati negli occhi. È empatia. Siamo tutti umani.

 

Il tocco umano è qualcosa di palpabile fin dal primo momento a Narkoy. Anche se quasi nessuno dei lavoratori parla inglese, tutti vengono a presentarsi, amano interagire, condividere. Dimostrando che la lingua non è un limite.

 

Nar: Lavoriamo tutti insieme, ci sentiamo bene insieme, imparando l'uno dall'altro. Possiamo guadagnare soldi puliti, produrre il nostro cibo. Non ho fatto tutto questo da sola. Ma avevo un sogno e ho avuto il coraggio di condividerlo con altri. Molti han pensato che fossi tutta matta, hanno detto che sarebbe stato impossibile. Se nessuno si fosse unito ci avrei provato da sola. Ma sono stata fortunata… mia figlia, mio ​​figlio, mia nuora hanno creduto in me.

 

Beste: Ho studiato design d’interni. Poi ho deciso di studiare architettura. L'anno in cui ho iniziato i miei studi di architettura è stato l'anno in cui abbiamo acquistato il terreno per l'azienda agricola. Sono piombata nel progetto fin dall'inizio. Ero nella squadra di architettura, ho seguito ogni passo della progettazione, dal disegno alla realizzazione. Questo progetto è diventato la mia seconda scuola. Grazie ad esso ho scoperto la sostenibilità, l'ecologia, la filosofia e l'etica che ne sono alla base. Iniziare un cambiamento, fare qualcosa per la gente e per la natura. Credo che aver reso sostenibile questo sistema senza fare compromessi sui principi è il più grande successo per noi. Abbiamo creato una fattoria biologica su 10 ettari e un hotel ecologico che è anche un centro di formazione. Abbiamo iniziato con un'etica. Dovevamo essere semplici, reali, sostenibili, trasparenti in ogni aspetto del progetto, dalla gestione all'architettura, dall'agricoltura ai corsi, dal personale ai fondatori. E' sempre molto difficile avviare un nuovo sistema. Introdurre qualcosa di non convenzionale, non usuale, ti mette di fronte un sacco di paradigmi, resistenza e scoraggiamento. In queste circostanze si può diventare fragili e deboli e a volte diventa molto difficile mantenere tutti i principi. Credo che ci siamo riusciti.

 

Anche noi la pensiamo così. Avendo passato alla fattoria quasi due settimane abbiamo potuto osservare quei principi in molti dettagli. Cercano di essere efficienti, ma allo stesso tempo aperti e flessibili. I lavoratori sono responsabili dei loro campi, non controllati in ogni fase. Come volontari abbiamo avuto orari di lavoro molto chiari. Siamo stati trattati con rispetto e grande amore, in particolare da Huria, la responsabile per i volontari. Senza sapere una parola d’inglese è stata in grado di spiegarci tutto, ci ha regalato talmente tanta energia positiva e attenzione, che ancora oggi, mesi dopo, ne sentiamo la mancanza. Cosi come per gli altri, che giorno dopo giorno hanno cercato di imparare nuove parole in inglese, esercitandosi con noi durante il lavoro e durante i pasti che abbiamo condiviso. Ogni giorno è iniziato con la colazione insieme, dopo qualche ora ci si riuniva per pranzo, preparato con prodotti biologici e locali. C'era tempo per mangiare, parlare, ridere, suonare uno strumento, cantare, stare insieme. Poi, poche ore di lavoro e alle 17:00 la maggior parte delle persone andava a casa. Rimanevano solo Nar e Ahmed,i volontari e poche altre persone con cui condividevamo la cena, scoprendo a poco a poco le loro storie, il loro modo di pensare, le loro motivazioni e filosofia di vita.

 

Nar: Prima di tutto, sogna! Io dico sempre: Se hai un sogno, hai un lavoro. Cerca di trasformarlo in realtà, passo dopo passo.

 

Beste: Anche un piccolo passo ha un valore e ha il potere di iniziare un cambiamento. Cerca di incontrare la tua anima e sii in contatto con essa. Questo ti dà l’energia e ti indica la strada.

Ulteriori informazioni su: Narkoy

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