Sesso



#OurRelations #sex


Questo è uno dei post più difficili che abbia mai scritto. E quello che vorrei avere avuto la possibilità di leggere 15 anni fa.


Parliamo di sesso.


Io, Anna, scrivo qui in prima persona, perché quanto segue riflette solo la mia esperienza e il mio punto di vista.


Il sesso, fare l'amore, è una parte importante di una relazione. E quella che mi ha fatto soffrire per troppi anni, solo perché non se ne parla apertamente.


Per gran parte della mia vita ho avuto problemi emotivi e fisici legati al sesso. Era doloroso, non ero molto interessata a provare, non ero nemmeno in grado di parlarne con il mio partner, figuriamoci prendere misure specifiche per risolvere la situazione. E sai qual è stata la parte più dura? Pensavo di essere l'unica. Che non fossi normale. Che fossi inadeguata. E il mio problema era la grande vergogna, e non aver nessuno con cui parlare. Così grande, che ero grata al mio partner per non avermi ancora lasciato. Si limitava ad aspettare pazientemente che risolvessi i miei problemi. Ed ero sicura che fosse l'unico ragazzo al mondo che mi avrebbe mai accettato.


Poi, anni dopo, ho conosciuto Andrea. Il primo ragazzo di cui mi sono fidata abbastanza da parlargli dei miei problemi in ambito sessuale (o meglio, di scriverne, non ero ancora pronta a dirlo faccia a faccia). Gli ho inviato una mail sicura che appena letta si sarebbe dileguato, senza mai rispondere o farfugliando qualcosa tipo "ok, figo... bello parlare con te... ciao". Ma non lo ha fatto. Mi ha accettato com'ero e ha fatto una cosa incredibile che ha cambiato tutta la prospettiva - ha detto che era un nostro problema. E lo avremmo risolto insieme. Il nostro problema. Non è mio, non io, non sono sola. Anche adesso, dieci anni dopo, ho ancora le lacrime agli occhi a ripensarci.


Ci sono voluti molti anni per risolvere quel problema. Un problema di dolore fisico insopportabile ad ogni penetrazione, un problema di rifiuto emotivo del sesso, un circolo vizioso in cui non vorrei fare sesso ma lo faccio per dovere e poi mi sento in colpa per aver obbligato me stessa e per aver finto.

La prima volta che potrei definire una piacevole esperienza è stata dopo più di sei mesi di relazione. Durante un incontro al quale sono andata dicendo a me stessa “se non troviamo una via d'uscita da questa situazione, chiudo, non posso continuare a fare sesso contro la mia volontà”. Quella notte ero un po' alticcia e alla fine è stato bello. Il che è curioso, perché tuttora l'alcol non aiuta granché, ma forse quella sera mi è servito per perdere un po' di controllo. Perché penso che la cosa abbia molto a che fare con la paura di perdere il controllo.


Quella notte, la prima volta che è stato piacevole, non ha cambiato magicamente le cose. Negli anni a venire abbiamo avuto molti alti e bassi – di tanto in tanto del buon sesso, più spesso litigi e delusioni perché non ero ancora molto interessata. E tanto parlare, parlare, parlare. O meglio Andrea che cercava di parlarne, e io che rifiutavo di mettere la questione sul tappeto, vergognandomi di discuterne. Ed ero inconsapevole del mio stesso corpo e dei miei bisogni. Inutile raccontare di tutte le notti passate a piangere, tutti i medici che ho visitato senza risultati, tutte le volte in cui ho perso la speranza e volevo smettere, pensando che avrei potuto rinunciare per sempre ad avere una relazione. Ciò che vale la pena menzionare è che avrebbe potuto essere tutto molto più semplice se ci fosse stata l'opportunità di parlarne in modo aperto e diretto con altre persone. Una buona educazione sessuale. Qualcuno che mi avesse detto che non sono l'unica. Che sono normale.


Negli ultimi anni il sesso tra noi è diventato abbastanza buono, tanto da spostare l'attenzione dal come risolvere il problema al come migliorare la nostra vita sessuale (e questo cambio di paradigma significa davvero molto). Siamo cresciuti lentamente, scoprendo il mondo del piacere e superando diverse barriere. Il mio bisogno di controllo è diminuito, anche se non è scomparso del tutto. E poi è arrivata la pandemia. Abbiamo avuto tempo e condizioni per farlo più spesso, nonché spazio e voglia di approfondire l'argomento. Mi sono iscritta alla scuola Sex and Love di Karo Akrobal, seguendo i suoi video, facendo esercizi, partecipando a circoli femminili e parlando di sesso con gli altri. Ho scoperto il sesso dal punto di vista della mia mente, del mio corpo, delle mie emozioni e della mia anima. Ho discusso ogni lezione con Andrea, abbiamo fatto insieme alcuni esercizi. A volte ero stupita dalle nuove scoperte, a volte terrorizzata, a volte non ne potevo più di parlare di sesso. Ma poi è arrivata quella notte. La notte in cui ho sentito di aver infranto qualche blocco invisibile, passando ad un livello successivo che non avrei mai creduto di poter raggiungere. Immagino che sia venuto per due ragioni principali: conoscere meglio il mio corpo e cosa gli piace (magia del clitoride!) e lasciarmi andare, rinunciare al controllo. Si potrebbe dire molto su questo processo, ma questo post è già abbastanza lungo. Se vuoi che continui l'argomento, sono più che felice di farlo, perché ora, dopo aver liberato la mia mente dai tabù, il sesso è qualcosa di cui, ovunque posso, discuto volentieri. Perché so che può risparmiare sofferenze a tante altre persone. Ma non in molti sono pronti a parlarne, e anche questo va bene - io non sono stata in grado di farlo per tanto tempo.


Se pensi che la tua vita sessuale possa essere migliorata, o, ancor di più, che qualcosa non vada in te, ti consiglierei di iniziare da un paio di cose:


1. Partecipare ad un corso su sesso e relazioni amorose – La Sex and Love School che ho frequentato è un corso online, puoi iscriverti in qualsiasi momento in modo anonimo e si basa sull'economia del dono (decidi tu quanto pagare), ma è in polacco. Sono sicura che puoi trovarne uno altrettanto valido in inglese o anche nella tua lingua. Può essere una buona idea rivolgersi ad un professionista che ti possa supportare, se preferisci/necessiti un approccio più personale.


2. Leggi „Come as You Are: The Surprising New Science that Will Transform Your Sex Life” di Emily Nagoski. È il miglior libro sul sesso che abbia mai letto in vita mia. E mi ha anche aiutato molto a capire che non c'è niente di sbagliato in me e nel mio corpo. Ho solo un modo diverso di reagire, eccitarmi, ecc. E tutto ciò che devo fare è capire il mio corpo, non cambiarlo.

E la terza cosa... se vuoi parlare di sesso, io ci sono. Più che felice di discuterne, rispondere ai tuoi messaggi, accompagnarti nel viaggio. Molte cose sono dovute succedere prima che fossi pronta a scrivere queste parole. Ma voglio che tu le ascolti. Il sesso è molto più complesso di come lo dipingiamo. Anche se negli ultimi tempi se ne parla sempre di più, il livello della discussione si concentra quasi esclusivamente su prestazioni da urlo. Il sesso non è sempre fantastico. Lo può essere, finalmente lo so anche io. Ma può anche essere un'esperienza brutta e traumatizzante (anche se non forzata, o almeno non forzata da qualcun altro oltre a te stessa - lo stupro è un argomento completamente diverso). Qualche volta non è granché, anzi, forse è più spesso cosi cosi che eccezionale. E va bene cosi. Il buon sesso richiede molto lavoro a tutti i livelli: le nostre convinzioni e supposizioni, le nostre reazioni emotive e la capacità di esprimerle, la connessione con il nostro corpo, la sua accettazione, l'apertura al piacere. Ma soprattutto richiede un rapporto schietto e partner consapevoli che sappiano dire “affrontiamolo insieme”. Non sono reazioni dell'altra persona che sono sbagliate o inadeguate. Si tratta di scoprire insieme di cosa ha bisogno ciascuno di noi e come possiamo arrivarci senza violare consciamente o inconsciamente i bisogni dell'altro. Non è facile. Ma ne vale sicuramente la pena.

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