Vita equilibrata - cosa mi aiuta?


[Anna] Natalia Sarata di RegenerAkcja ha condiviso con noi alcuni trucchi che hanno funzionato per lei nel trovare un suo equilibrio tra lavoro e vita privata. Mi ha ispirato a metterne in pratica alcuni, ma anche a stilare una mia lista di abitudini che mi hanno aiutato, visto la mia ossessione per il lavoro su cui ho scritto qualche post fa. Spero che queste esperienze possano esservi utili per trovare la vostra strada verso una vita più soddisfacente, sana ed equilibrata.

Prima di iniziare, mi sembra giusto menzionare che sono una libera professionista e ho il pieno controllo del mio tempo. Questo ha ovviamente dei lati positivi, ma pone anche alcune sfide: non c'è una porta da chiudersi alle spalle uscendo dal lavoro, ed è forte la tentazione di andare avanti a oltranza finché non si è fatto tutto.

Cosa mi aiuta?



Spegnere Internet sul telefono per almeno un giorno alla settimana. E durante la notte


Ci sono molti articoli e film (The social dilemma di Netflix è molto in voga ora) che raccontano come i social media influenzano la nostra vita, il nostro cervello, il nostro comportamento. E possiamo vederlo su noi stessi tutti i giorni: siamo dipendenti dai nostri telefoni, dalle notifiche, siamo li a controllare costantemente i messaggi, vogliamo essere raggiungibili 24 ore su 24. Mi aiuta molto a rilassarmi se per almeno un giorno alla settimana non accendo Internet, non ricevo tutti i messaggi e le notifiche che richiedono una mia reazione e posso semplicemente concentrarmi sul qui e ora, godendomi altre cose oltre a quanto succede dentro allo schermo. Lo stesso vale per la notte: la sera spengo Internet, non lascio che mi svegli solo perché qualcuno ha deciso di scrivermi alle 3 del mattino.



Prendermi del tempo prima di accettare nuovi progetti/proposte/offerte di lavoro


Ho concordato con Andrea di consultarlo sempre sui nuovi progetti e le proposte di lavoro che mi passano per le mani. Prima rispondevo immediatamente accettando l'offerta per poi pentirmi in seguito (e raramente ritirandomi - una volta accettata una cosa mi sento obbligata a portarla a termine). Aspettare di discuterne prima con Andrea mi dà il tempo di pensarci su, e in più lui può anche darmi una prospettiva esterna. Entrambe le cose aiutano molto.



Osservare il mio corpo, le mie emozioni e il mio comportamento per sapere quando è abbastanza per oggi


C'è un momento, che può variare di giorno in giorno, in cui sento che è ora di staccare. Comincio ad essere stanca, nervosa, irritata, tutto mi richiede più tempo. Se posso smetto di lavorare in quel momento o almeno mi prendo una bella pausa per un caffè, un po' di movimento o una bella chiacchierata con Andrea. So per esperienza che se continuo a lavorare in questa fase, mi ci vorrà più tempo e il risultato sarà molto peggiore che se avessi aspettato un po' o posticipato (se possibile) il lavoro al giorno successivo, quando posso iniziare con nuova linfa.



Pianificare in modo intelligente quando svolgo ogni attività a seconda del livello di energia durante la giornata


Nella mia giornata lavorativa ideale ogni compito ha il suo momento a seconda di quanto sia impegnativo. Il picco delle mie energie e la maggior capacità di concentrazione è per me la mattina presto, appena sveglia. Non c'è nessuno in giro, Internet è spento (quindi la mia mente non è disturbata), dedico un'ora ai compiti più difficili, quelli che richiedono vera concentrazione: scrivere storie, post, domande per finanziamenti. Poi faccio mezz'ora di yoga e faccio colazione, soddisfatta della mole di lavoro che ho già messo in cascina. Solo dopo colazione controllo la posta, rispondo ai messaggi, ecc. Fino a pranzo insegno inglese e svolgo altri compiti comunque importanti e impegnativi ma che richiedono meno focus. Durante il pomeriggio la mia energia inizia lentamente a svanire, quindi utilizzo questa parte della giornata per compiti più facili e ripetitivi, che non richiedono molto input. Non sono in grado di lavorare la sera, quindi non lo faccio mai a meno che non sia assolutamente necessario. Questa è una cosa molto soggettiva, però, alcune persone (Andrea, per esempio) lavorano meglio di notte e hanno bisogno di una partenza soft la mattina e va bene anche così. Il punto è riconoscere il proprio ritmo e adattarsi ad esso.



Fare esercizio e meditare


Oltre ai 30 minuti di yoga ogni giorno, cerco di fare del movimento almeno 2-3 volte a settimana (corsa, roller, zumba online se piove, ecc.). In oltre medito, anche se cambio il modo e il momento abbastanza spesso per adattarli al periodo.



Fare pause (caffè) regolari


Nei momenti più pesanti della mia ossessione per il lavoro non riuscivo nemmeno a smettere per bere un caffè. Mi irritavo quando Andrea entrava nella stanza facendo alcune domande mentre io ero in piena attività, facendo più cose possibili. Ho imparato a sforzarmi di fermarmi, almeno per pochi minuti. Discutere con Andrea su come vanno le cose, riflettere su quello che ho fatto finora e cos'altro bisogna fare quel giorno e semplicemente mettere il mio cervello in pausa per un po'. Aiuta. Per convincermi che è importante, metto le pause caffè nella scaletta della giornata. So che suona male. Ma a volte non c'è altro modo.

Ah, ovviamente non si tratta del caffè in se (anche se Andrea su questo non concorda ;) ). Può essere una pausa per il tè, una pausa per lo stretching o una pausa e basta.



Dormire


Ho bisogno di più di 8 ore di sonno e da li non si scappa. Ho provato milioni di volte a dormire di meno, ma finisce sempre con frustrazione, lavoro che rallenta, meno efficienza, ecc. Dopo averci sbattuto la testa tante volte ho semplicemente accettato di aver bisogno di questa quantità di sonno. E gli ho dato priorità.


Immagino sia abbastanza per il momento. Potrebbe venirmi in mente qualcos'altro se siete interessati, ma intanto vi incoraggio a dare un'occhiata ai consigli di Natalia: https://www.exchangetheworld.info/single-post/non-devi-dare-tutta-te-stessa

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