9 cose da controllare prima di entrare in un nuovo paese

September 26, 2018

1. Da un’occhiata al TASSO DI CAMBIO

 

Alla dogana, in particolare nei confini terrestri, c’e’ sempre un’orgia di venditori che cercheranno di rifilarti la valuta locale ad un cambio molto superiore a quello ufficiale. È difficile evitarlo, ma non lasciarti fregare troppo facilmente. Fai attenzione anche nel pagare, soprattutto i taxi privati, al confine hanno prezzi davvero pazzeschi e alcuni di loro potrebbero sfruttare il fatto che non si é pratici col conio locale. Una signora ci ha raccontato di aver pagato dieci volte tanto il costo di un taxi in Myanmar, semplicemente perché non aveva dimestichezza e non si é resa conto che il viaggio avrebbe dovuto costare 8 kyat anziché 80.

 

 

2. Fai attenzione al PREZZO DEL BIGLIETTO

 

Se desideri utilizzare il trasporto pubblico, fatti un’idea del costo. In molti paesi i conducenti cercano di approfittarsi dei turisti. Per noi e’ stato particolarmente difficile in Vietnam, dove hanno cercato di imbrogliarci in qualsiasi modo, offrendoci prezzi molto più alti, chiedendoci di pagare per il bagaglio, includendo una fantomatica assicurazione per stranieri o semplicemente non dandoci il resto. Ma se si è ha conoscenza delle tariffe e si è abbastanza tenaci, qualunque conducente verrà a più miti consigli.

 

 

3. VISTO

 

Fortunatamente le restrizioni per l’ingesso a scopo turistico sono sempre meno comuni, con molti paesi che ormai si limitano a richiedere un passaporto valido (almeno 6 mesi). Ma in questo campo le regole del gioco cambiano dal giorno alla notte. Quali sono le restrizioni per il visto nel paese in cui stai andando? Se ne hai bisogno, puoi ottenerlo alla dogana? Hai bisogno di una lettera di invito, di un biglietto di ritorno o di un indirizzo preciso (per esempio quello del tuo ostello)? Meglio controllare prima di prendersi una porta in faccia.

 

 

4. Potrebbero richiederti di mostrare il BIGLIETTO DI RITORNO

 

Alcuni stati richiedono un biglietto di uscita dal paese prima ancora di salire sull'aereo che ti fará entrare in quel paese. Ha noi é successo a Singapore, con un volo verso le Filippine. Anche se per un breve soggiorno non avevamo bisogno del visto per quest’enorme arcipelago, all'aeroporto ci hanno detto che senza un biglietto di rientro non ci avrebbero permesso di salire sull'aereo - le compagnie aeree sono molto rigide perché se all’arrivo le autorità ti rifiutano l’ingresso sono loro a doverti pagare il viaggio di ritorno -. Era mezzanotte, le batterie dei nostri computer erano quasi esaurite, la connessione Internet era debolissima e avevamo 20 minuti prima della chiusura dell’imbarco. Ce l’abbiamo fatta, ma è meglio evitarsi questo tipo di stress. Due anni dopo, volando in Brasile (altro paese che ha questo tipo di richieste) abbiamo prenotato un biglietto a caso richiedendo il pagamento via bonifico. Cosi la compagnia ci ha rilasciato una sorta di conferma temporanea che speravamo sarebbe stata sufficiente. Alla fine al controllo non l'ha nemmeno richiesta. Non si sa mai, molto meglio essere preparati.

 

 

5. Controlla se è richiesta la REGISTRAZIONE

 

Non importa se hai bisogno di un visto o meno, alcuni paesi ti richiedono di registrare il tuo soggiorno (Dipende dal paese. Per esempio, bisogna farlo se si sta più di due giorni in Serbia o Macedonia, o più di dieci giorni in Azerbaijan). Se pernotti in un hotel di solito è questo a prendersi cura del processo, per questo spesso alla dogana non danno informazioni al riguardo. Quindi meglio stare attenti. A noi è stata richiesta una multa di 300 euro per non esserci registrati in Azerbaijan. Per fortuna quella volta ce la siamo cavata.

 

 

6. Meglio cambiare denaro o usare il BANCOMAT?

 

Qual è l’opzione migliore per ritirare? Alcuni bancomat richiedono delle cifre assurde e a volte neanche ti avvertono. Ma questo varia da banca a banca anche all’interno dello stesso stato. Viaggiando abbiamo speso così tanto in operazioni bancarie – in alcuni casi una tassa occulta che raggiunge il 20% - che siamo diventati molto attenti nel valutare tasso di cambio, le condizioni per prelevare o per il pagamento con carta, la sicurezza, ecc. Non abbiamo avuto problemi di sicurezza finora, ma dei nostri amici hanno perso tutti i soldi sul loro conto perché qualcuno ha clonato la loro carta in un bancomat senza che se ne rendessero conto. Nel nostro caso, l'account principale non è collegato ad una carta, ogni tanto trasferiamo denaro su una carta di debito (in realtà due), quindi, anche se qualcuno la ruba, non rischiamo gran che.

 

 

7. Procurati una SIM CARD locale

 

L'acquisto di una sim card locale può risultare una soluzione molto più economica rispetto all'utilizzo della carta dal proprio paese o al piombarsi in un internet caffè in caso di necessità. L'unica eccezione che abbiamo incontrato finora è stata la Turchia, dove essere il fortunato possessore di una sim card costa, appunto, una fortuna. Per noi avere un numero locale è stato molto utile, rende la comunicazione con le persone del posto molto più facile e veloce. A volte però la registrazione della sim ci ha dato un bel da fare.

Molto importante è anche scoprire alla svelta che tipo di presa (e di voltaggio) si usa nel paese di destinazione; anche se l’eventuale adattatore è più facile trovarlo in loco.

 

 

8. Fatti un’idea dell’offerta alberghiera

 

Anche se usi couchsurfing, workaway o altre piattaforme, è bene sapere dove puoi dormire nel caso qualcosa vada storto, soprattutto se prevedi di arrivare in tarda serata. In realtà, noi stessi non lo facciamo abbastanza e ci è capitato di finire a girare su e giù, completamente sfatti, in una città sconosciuta, cercando di capire dove passare la notte.

 

 

9. QUALCHE PAROLA NELLA LINGUA LOCALE

 

Conoscere qualche parolina nella lingua del posto viene sempre apprezzato molto. Prova, anche se la tua pronuncia non è perfetta, la gente ti adorerà! E rende la vita molto più facile. Inoltre, la lingua di un paese dice molto sul modo di pensare delle persone ed è una chiave per capirne la cultura. Sapevi, ad esempio, che in Thai non esistono verbi al passato e al futuro o che nelle Filippine non distinguono il genere? Usano la forma neutra in tutti i casi, senza avere un "lei" o un "lui".

 

 

 

 

 

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