Datemi un martello e vi cambiero' il mondo



Datemi un martello e vi cambiero' il mondo

Tools for Solidarity

Belfast | Northern Ireland

La sede di Tools for Solidarity è enorme. E' composta da un cucinotto, un piccolo ufficio, un grande magazzino, un'officina e un'infinità di angoli nascosti, dove ogni sorta di attrezzo viene ammassato. Gli attrezzi provengono da privati, altre organizzazioni come la Tool Library, imprese edili. Tutti indesiderati, molti rotti. Solo nel giorno precedente alla nostra visita hanno raccolto 700 pezzi. Qui avranno una seconda vita: dopo essere stati controllati e riparati, verranno offerti a chi ne ha più bisogno rispetto a chi preferisce acquistarne di nuovi. Alcuni andranno ai rifugiati di stanza nella zona o agli orti comunitari, ma la maggior parte sarà inviata all'estero, in Tanzania, Uganda, Malawi, dove un set di strumenti o una macchina da cucire può letteralmente cambiare la vita delle persone, fornendo possibilità di lavoro e sostentamento. Perché ciò accada ci sono alcune condizioni essenziali. Prima di tutto, Tools for Solidarity non invia mai nulla in aree in cui attrezzi di buona qualità sono accessibili – non vogliono influenzare il mercato locale, se ce n'è uno già attivo e funzionante. In secondo luogo, inviano solo a organizzazioni che sanno come mantenere gli attrezzi in buono stato. Se necessario, vanno loro stessi, formano i lavoratori locali, insegnando loro come riparare e mantenere in buono stato macchine da cucire e altri attrezzi, così da avviare un processo che sia sostenibile nel tempo. Insieme alla gente del posto, allestiscono centri di formazione e fornitura di macchine da cucire. Macchine e altri strumenti vengono offerti alla gente delle località che individuano dopo che queste hanno terminato corsi sulla manutenzione e imprenditoria o venduti tramite organizzazioni locali, contribuendo alla loro sostenibilità finanziaria e indipendenza.


Tools for Solidarity è stata avviata da Stephen e suo fratello John nel 1983, ispirandosi a Tools for Self Reliance. Hanno iniziato senza soldi e poche conoscenze, utilizzando un edificio in condizioni fatiscenti: il pavimento era pericolante, così gli attrezzi venivano stipati tutt'attorno alle pareti perché il centro poteva cedere col peso. Non sapevano nemmeno a cosa servissero e come funzionassero molti degli attrezzi, ci è voluto molto tempo per acquisire conoscenze ed esperienza. Oggi il loro laboratorio a Belfast è aperto tutti i giorni per chiunque voglia fare una donazione, ma anche riparare i propri strumenti o fare volontariato. La maggior parte dei volontari sono internazionali: ogni anno, grazie al programma European Solidarity Corp, 6 volontari provenienti da vari paesi europei contribuiscono in molti modi diversi: riparano strumenti, li raccolgono, gestiscono i social media, forniscono programmi educativi, visitano le scuole del posto e partecipano ai processi decisionali. In futuro, a causa della Brexit, questa opportunità svanirà. Insieme ai volontari se ne andranno gran parte dei finanziamenti dell'organizzazione. Le sovvenzioni europee, oltre alle donazioni, i profitti del servizio di riparazione e alcuni fondi forniti da pochi mecenati (tra cui Roger Waters dei Pink Floyd.... presente i martelli che marciano?!?) sono state la fonte principale per finanziare il progetto. Ora, le risorse economiche e l'apporto di volontari dovranno provenire da fonti più locali, come succede a Downpatrick, dove nel 2004 hanno aperto una seconda sede. Li hanno circa 30 volontari del posto, l'80% dei quali con disabilità intellettive di varia entità, tipo schizofrenia, autismo, ansia. Tools for Solidarity offre loro spazio, un pasto e la possibilità di sentirsi utili e vedere gli effetti immediati del proprio lavoro: gli attrezzi sporchi e malmessi diventano lucidi e funzionali grazie alle loro mani. Durante la pandemia il loro centro è stato spesso l'unico posto in cui i loro volontari potevano andare.


L'impatto locale è importante per Tools for Solidarity tanto quanto quello a cui contribuiscono nel Sud globale. Questa è l'idea: fa qualcosa nel tuo mondo che aiuti anche altra gente nel resto del mondo. E che abbia il potenziale per trasformare la tua comunità, ad esempio educando le persone sui valori che stanno dietro l'organizzazione, che sono decisamente diversi da quelli che sembrano dominare la nostra società. Né Stephen né John si preoccupano dei soldi, accontentandosi di un reddito minimo per i loro bisogni primari. Si spostano in bicicletta, mangiano vegetariano insieme a collaboratori e volontari, e non hanno problemi a lavorare dalle 50 alle 70 ore settimanali se necessario. C'è sempre qualcosa da fare. Stephen è coinvolto in molte altre azioni, è membro del consiglio di amministrazione della Belfast Tools Library, collabora a campagne che promuovono l'uso della bici nei centri urbani, fa parte di un repair cafè. Ciò che conta per lui sono le persone, l'ambiente, la natura, l'amicizia, l'amore e la solidarietà. Si definisce anarchico. Crede che dovremmo costruire una società fondata su persone che vogliono fare le cose, perché sono ispirate da queste, non perché devono coprire i costi dei loro bisogni materiali. E dopo molti anni dimostra che non solo è possibile, ma ne vale anche la pena.




Maggiori informazioni su Tools for Solidarity: https://www.toolsforsolidarity.com/


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