Inferno e Paradiso


Mantanani, inferno e paradiso.

Quando, dopo un'ora in barca, abbiamo raggiunto questa piccola isola malese, a nord-est del Borneo, non potevamo credere ai nostri occhi: uno di quei posti da sogno che si vedono solo nei poster delle agenzie pubblicitarie li, proprio di fronte a noi. Il blu intenso del mare, spiagge dorate, il verde smeraldo delle palme, piccoli moli rustici che servono le poche barche locali. Silenzio, spazi, libertà: un paradiso. Almeno questo è quello che abbiamo pensato in quel momento.

Dopo pochi minuti, il paradiso ha iniziato a rivelare il suo lato oscuro.

In un primo momento la spazzatura. Anche se il nostro edificio era letteralmente a 10 passi dal mare, i volontari di Blu Life - l'ONG che ci ha ospitato nell'isola - ci hanno detto fin dall'inizio: se volete fare il bagno (non stavamo aspettando altro!) é meglio che andiate altra estremità dell’isola. Qui, vicino al villaggio, è un’enorme discarica. E purtroppo è vero. Per generazioni gli abitanti dell'isola hanno scaricato i loro rifiuti in mare. Il problema è che una volta era tutta roba organica. Ora, nel migliore dei casi si tratta di plastica, che le onde riversano sulla spiaggia. Nell'oceano si può trovare di tutto - vestiti, borse, batterie, anche un televisore.

Poi è spuntato fuori il secondo dei mali: i turisti. Un'orda di turisti che arrivano sull'isola alle 11 e ripartono alle 3 del pomeriggio. Quattro ore di rumore e selfie, senza alcun rispetto ne per la popolazione locale, ne per noi.

Fortunatamente, con una camminata di una ventina di minuti potevamo raggiungere il luogo dove abbiamo aiutato a costruire la Green Lounge. Li la spiaggia è ancora intatta; isolata dal rumore e dai rifiuti, con un’acqua fresca e cristallina e noci di cocco direttamente dalla palma; ammirando uno dei più bei tramonti che abbiamo mai visto, abbiamo potuto riflettere sulla nostra esistenza e su quella del nostro pianeta. E le prospettive non sono rosee.

La Green Lounge è uno dei progetti avviati da Blue Life nel tentativo di evitare che Mantanani diventi un inferno. Il posto sarà adibito a rifugio per i visitatori e volontari ed è dotato di un sistema di agricoltura acquaponica, nel quale l'acqua di allevamento di pesci viene filtrata scorrendo sotto un tappeto di piante, le quali a loro volta ne ricavano nutrimento. Questo è solo l'ultimo dei tanti progetti che Blue Life organizzata („Alternative Livelihood for Fisher Folks”, “Mantanani Agriculture and Homestay Initiative”, “Mantanani Island Gardens Aquaponic”, “H2O Help to Offer Clean Drinking Water for Mantanani” per menzionarne qualcuno).

Fred, direttore di Blue Life: Blue Life è stata creata perché volevamo contribuire a sviluppare l'ecoturismo sull'isola di Mantanani e l'ecoturismo non è solo ricevere ospiti e offrire un buon soggiorno, l'ecoturismo riguarda l’ambiente marino, l’ambiente sociale, le relazioni con gli abitanti dei villaggi. Il nostro obiettivo è quello di creare un buon rapporto con le comunità locali e contribuire allo sviluppo delle loro infrastrutture e dei mezzi di sostentamento.

La collaborazione con le comunità locali, però, può essere molto complicata e richiede molta pazienza e comprensione. Alcuni degli abitanti non hanno mai lasciato l'isola, è difficile per loro vedere le cose da una prospettiva più ampia, capire perché gettare rifiuti in mare non è la migliore delle idee. Fred recluta volontari per i suoi progetti al di fuori della popolazione del posto, che é la prima beneficiaria dei progetti, perché qui la gente spesso non è realmente interessata. Magari, in base a precedenti esperienze sanno che la maggior parte dei progetti si interrompe a metà. A causa della mancanza di risorse o calo di entusiasmo. Ma Fred, nonostante le molte sfide quotidiane è determinato a continuare.

Fred: La forza trainante per me e per questa ONG è che abbiamo iniziato ad interagire a stretto contatto con la comunità locale e per questo abbiamo una responsabilità di lungo periodo. Devi dimostrare che fai sul serio con il progetto e sei davvero disposto a portarlo fino in fondo, fino al punto in cui la comunità può prenderne le redini e vederlo come un proprio successo.

Ma non è facile. Ogni giorno ci sono mille problemi a volte per la mentalità dei lavoratori o per la mancanza di risorse o per l’atteggiamento irresponsabile dei politici che genera un’assuefazione all'assistenza che mantiene la gente del posto costantemente in attesa di una mancia e annichilisce ogni pulsione a prendere l'iniziativa per conto proprio. L’incerto accesso ai fondi li scoraggia dall'agire e nel lungo periodo, gli toglie la percezione di contare qualcosa e, di conseguenza, il senso di dignità. Si limitano a restare in attesa, la maggior parte delle decisioni vengono prese per loro. Politici e uomini d'affari sfruttano il basso livello di istruzione e l'ingenuità degli abitanti del villaggio per raggiungere i propri obiettivi, che di solito contrastano con quelli delle persone e dell’ambiente.

Qual è la conseguenza?

Abbiamo trascorso una settimana a Mantanani. E da diversi punti di vista questa settimana ha cambiato la nostra vita. Ci ha aperto i gli occhi e ci ha permesso di vedere ciò che tutti sanno ma non molti in realtà riescono a concepire.

Il nostro pianeta sta morendo. Non abbiamo molto tempo. Se siamo fortunati, i nostri figli, forse i loro figli, avranno ancora la possibilità di vivere sulla terra. Molto probabilmente, però, già la nostra generazione sarà testimone di distruzione. Non sappiamo se sarà la natura a ribellarsi o una guerra a causa della scarsità di cibo e risorse.

La terra sta morendo. Abbiamo meno tempo di quello che pensiamo.

Non è la prima volta che ci sentiamo raccontare queste cose. Perché solo in questa piccola insignificante isola abbiamo compreso veramente la situazione? Probabilmente perché, oltre a parlare specialisti sul tema, abbiamo visto. Abbiamo visto intossicare anche una perla di inconcepibile bellezza come Mantanani. Ed è stato scioccante. Abbiamo visto l'oceano morire. Gli oceani forniscono circa il 70% dell'ossigeno che respiriamo. Gli alberi, dei quali si impara a scuola, ne producono meno di un terzo. La morte dell’ecosistema marino significa game over. E l'oceano sta morendo alla svelta. Mantanani ne è l'esempio perfetto. C'è più corallo spiaggiato sulla riva che nella barriera corallina. Intorno ai pochi che ancora resistono c'è anche qualche pesce. Niente in confronto alle centinaia che dovrebbero spensieratamente nuotarci intorno. E sta peggiorando. Sempre più turisti, più spazzatura, la comunità locale è relegata da avidi investitori. Mantanani non è un'eccezione da questo punti di vista.

La terra sta morendo. Basta controllare i dati scientifici.

Come in Matrix la scelta é tra due pillole: puoi tornare alla tua routine e pensare che la cosa non ti riguardi. Oppure puoi ingoiare la pillola rosa e aprire gli occhi, controllare, leggere, ascoltare, capire ed accettare che - piaccia o meno - questa è la nostra realtà.

Se sceglie la prima opzione comunque ti auguriamo una vita piacevole.

Se consideri più ragionevole la seconda opzione, a nostro avviso ci sono due punti principali su cui tutti noi dovremmo lavorare. Prima di tutto dobbiamo concentrarci sul fare ciò che ci rende felici. Adesso! Subito. Non abbiamo molto tempo. Lasciarci alle spalle tutto ciò che ci blocca e iniziare a fare le cose che veramente vogliamo fare. Amare, provare, sentire, seguire i propri sogni, vivere ogni singolo momento della nostra vita.

Poi, dobbiamo contribuire a cambiare il mondo. Riflettere attentamente su cosa valga la pena investire il nostro tempo, le energie e le risorse. Quali azioni sono cruciali e riusciranno veramente a cambiare qualcosa. Quali cambiamenti devono avvenire adesso, subito. Dobbiamo decidere anche se vogliamo iniziare un’iniziativa in proprio o contribuire ad una già esistente. Cooperare è molto importante. Abbiamo bisogno di un movimento di massa, che ci porti ad un cambiamento globale. Non è sufficiente smettere di usare sacchetti di plastica o riciclare i rifiuti. E' bello e giusto farlo, ma non cambierà la situazione. Ognuno di noi dovrebbe iniziare a cambiare il mondo, ora. Non è una cosa che succede per caso. Ne qualcosa che possiamo delegare ad altri. Non possiamo aspettarci che sia il governo a prendersene cura. E' la nostra vita. E la vita dei nostri figli.

Entrambe le opzioni implicano cambiamento. Abbiamo sempre creduto che la vita abbia senso solo se seguiamo la nostra strada, cercando di lasciare questo mondo migliore di quanto lo abbiamo trovato. Considerando che potremmo anche essere una delle ultime generazioni su questo pianeta, questo pensiero è più importante che mai.

Vivi. Troppo tardi può arrivare prima di quanto pensi.

La buona notizia è che sempre più persone sono sensibili a questo argomento. Andando in giro per il mondo vediamo chiaramente che un grande cambiamento si sta sviluppando. La gente comincia a rendersi conto che non possiamo andare avanti allo stesso modo se vogliamo salvare la vita sul nostro pianeta e noi stessi. Le persone come Fred del Blue Life sono ovunque, letteralmente ovunque. Ma hanno bisogno del nostro aiuto. Aiuto da ogni singolo individuo. Insieme possiamo fare tanto. Siamo in grado di fare qualsiasi cosa.

Fred Weirowski - director of Blue Life

Visita il sito di Blue Life

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